San Gregorio Matese: Il Canyon del Matese: da Valle Orsara a Valle dell'Inferno

27 agosto 2011

Il Canyon del Matese: da Valle Orsara a Valle dell'Inferno

Il Canyon del Matese, la Valle dell'InfernoPoco distante da San Gregorio Matese, nel comune di Castello del Matese, è possibile fare una straordinaria escursione a piedi che da Valle Orsara (ca. 404 metri s.l.m.) conduce in uno dei luoghi più selvaggi del Matese, la Valle dell’Inferno (775 metri s.l.m.) .

Per raggiungere in auto il punto in cui ha inizio il sentiero, è necessario seguire le indicazioni per l’agriturismo “Le Pastene”. Imboccata la stradina asfaltata e raggiunto l’agriturismo, proseguire ancora per circa 1,5 km fino a raggiungere la cosiddetta fontana dei monaci, dove è necessario lasciare la macchina.

Prima di incamminarsi è consigliabile indossare scarpe da trekking o scarpe con suola di gomma; da Valle Orsara a Valle dell’Inferno le temperature tendono a diminuire poiché la profonda insenatura, solo in alcuni punti è raggiunta dal sole. Inoltre i telefoni cellulari hanno scarsa ricezione. Se non si è esperti escursionisti, è opportuno farsi accompagnare dai conoscitori della zona.

Le More a Valle dell'Inferno
Il percorso inizia leggermente in salita, tutt’intorno è una vasta distesa di more (l’escursione ha avuto luogo nel mese di agosto). In generale una fitta vegetazione caratterizza questo tratto introduttivo, proseguendo per tutta la Valle Orsara fino all’ingresso della Valle dell’Inferno. I fitti cespugli, fiori ed erbe non nascondono del tutto quella indistinguibile roccia calcarea dove l’acqua ne ha più volte modellato l’aspetto. Il sentiero si divide in due, per poi ricongiungersi subito dopo, quello di sinistra è più agevole, sebbene non sia contrassegnato dalle indicazioni del CAI (Club Alpino Italiano). Lungo il percorso numerosi escrementi di animali, probabilmente allo stato brado. Di tanto intanto cumuli di roccia sgretolata, ora ricoperti di erba, ora scoperti, poiché di recente formazione. Si raggiunge così un ampio pianoro contraddistinto da una variegata vegetazione, ai cui bordi si estende un fitta faggeta: è il pianoro delle Grassete (630 metri s.l.m.).

Pinteme Jonte a Valle dell'Inferno
Qui è possibile fare una sosta prima di proseguire verso la Valle dell’Inferno. Si percorre un breve tratto di fitto bosco fino a raggiungere un abbeveratoio per gli animali in penombra. Da qui in poi la vegetazione va via via diramandosi, poiché ha inizio una profonda insenatura nella roccia che solo in alcuni punti è raggiunta dalla luce del sole. Si oltrepassa una briglia di cemento, quella costruzione muraria presso la quale si depositano i detriti, comunemente trasportati da un fiume o da un torrente. Il percorso in effetti si dirama proprio sul letto di un torrente, le cui acque abbondano solo d’inverno. Esso può fungere da punto di riferimento per evitare di perdersi. Si supera così una seconda briglia e proseguendo si raggiunge il punto più suggestivo della Valle dell’Inferno, le cosiddette “Pinteme Jonte” ovvero pareti di roccia unite. Qui, la forte influenza dell’acqua e dei rigidi periodi invernali hanno favorito il modellarsi della roccia fino a creare un vasto canyon dalle forme bizzarre. Si ha un senso di disorientamento e perdita di equilibrio se solo si alzano gli occhi al cielo ma tentare può risultare alquanto soddisfacente visto che in questo punto nidificano ancora alcuni esemplari di aquila reale.

Altre foto a Valle dell'Orsara e a Valle dell'Inferno.

Valle dell'Inferno a Castello del Matese
Vegetazione a Valle Orsara
La Valle dell'Inferno, il Canyon del Matese
Vegetazione a Valle Orsara
Vista di San Gregorio Matese dalla Valle dell'Inferno
Briglia a Valle dell'Inferno, nel Matese
La Valle dell'Inferno, il Canyon del Matese
Vegetazione a Valle dell'Inferno

Contributo fotografico delle "Pinteme Jonte" di Assunta Caso

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