San Gregorio Matese: marzo 2011

12 marzo 2011

Via Crucis a San Gregorio Matese verso la Cappella di Santa Croce

Quel sentiero che da via Matese giunge fino a Santa Croce è la massima espressione di ciò che la religione cristiana rappresenta per la comunità del Matese.

Via Crucis a San Gregorio Matese

Esistente sin da epoche antichissime, il sentiero della Via Crucis a San Gregorio Matese collega l’agglomerato urbano alla piccola cappella di Santa Croce, luogo scelto per le celebrazioni nuziali sino alla fine del 1900.

Era il 1960 circa quando le stazioni rappresentanti il calvario di Gesù versavano ormai in uno stato pietoso. Fu l’allora parroco don Marcello Caravella che, in concomitanza con il suo arrivo in paese, incaricò un muratore del posto, Silvio Mezzullo, per la ristrutturazione delle stesse. Questi, insieme a sua moglie Maria, avviò alla meglio le opere di risanamento. In paese fu indetta una vera e propria raccolta fondi. Sotto ogni stazione ancora oggi è infatti ampiamente visibile il nome dei rispettivi donatori.

Via Crucis a San Gregorio Matese

Le stazioni vennero così protette con delle inferriate al fine di poter evitare atti di vandalismo o il rovinarsi delle immagini a causa dello sgretolarsi della pietra circostante. Ma dopo solo pochi anni le inferriate vennero rubate e rinvenute sul Matese presso alcune cisterne, appositamente sigillate con le stesse.

Il sentiero della Via Crucis prende oggi nuovamente vita. L’arrivo in paese del nuovo parroco, don Angelo Salerno, fa si che le stazioni vengano nuovamente riutilizzate. Dopo una lieve rinfrescata e con l’inizio del periodo quaresimale, la Via Crucis, a partire da Domenica 13 Marzo 2011, conoscerà un nuovo periodo di splendore che non si limiterà al solo passaggio di qualche viandante.

Fonte: Maria Fragola
Foto: Nicola Di Cristofano



04 marzo 2011

La Chiesa di San Gregorio Magno sui Monti del Matese

La Chiesa di San Gregorio Magno sui Monti del Matese si trova nelle immediate vicinanze del Lago Matese ed è parte integrante dell’intero complesso delle opere sociali parrocchiali, edificate per volere di Monsignor Marcello Caravella. La costruzione della Chiesa è avvenuta nel periodo che va dal 1976, anno di approvazione del progetto, e il 1996, anno in cui il Prof. Vittorio Tirrito completò gli affreschi interni.

Più volte menzionata quale “casa di famiglia” volta a ospitare tutti i fedeli della comunità, la Chiesa di San Gregorio Magno è caratterizzata da pietre a vista il cui significato vuole testimoniare l’unità fra pietre vive strettamente connesso al bisogno degli uomini di stare insieme. L’ingresso della Chiesa è contraddistinto dal sagrato, ovvero un ampio porticato scelto come luogo di silenzio ma anche di incontro, amicizia, dialogo, perché l’uomo non si senta solo e possa vivere la propria libertà insieme agli altri.


Chiesa di San Gregorio Magno sui Monti del Matese

Entrare nella Chiesa di San Gregorio Magno significa iniziare un viaggio visivo dall’elevato valore teologico. Gesù crocefisso appare circondato dalla sofferenza dell’umanità: disabili, emigranti, malati, vittime della violenza sono disposti in questo ampio affresco ai piedi della croce e condividono la sofferenza di Gesù morto e poi risorto. Sullo sfondo della croce si erge una città, dagli alti palazzi ma senza finestre, simbolo dell’egoismo e della chiusura dell’uomo agli altri.

Dalla parte opposta la raffigurazione dell’ostia, sul cui sfondo è rappresentato invece il lavoro dell’uomo: contadini che mietono il grano e raccolgono l’uva, i principali ingredienti del banchetto di Dio. I chicchi frantumati diventano pane; gli acini frantumati divengono vino.

Le pareti laterali offrono immagini che richiamano due importanti personalità della vita cristiana: San Benedetto da Norcia e San Francesco d’Assisi e rappresentano rispettivamente la comunità benedettina e francescana. L’affresco benedettino è ambientato ai piedi di un monte dalle cime innevate dove, l’arrivo della primavera richiama il lavoro dell’uomo. Una delle regole benedettine infatti, assegnava al lavoro manuale il doppio del tempo di quello riservato alla preghiera. I benedettini dovevano quindi dedicarsi alla coltivazione dei campi e alla trascrizione dei codici. Non manca infatti nell’affresco una biblioteca ricolma di libri.

Chiesa di San Gregorio Magno sui Monti del Matese


L’immagine dedicata ai francescani rappresenta invece la letizia e la perfetta sintonia tra l’uomo e l’ambiente. Una natura verdeggiante attraversata dalle acque di un ruscello è l’ambientazione ideale per uomini, animali e natura. L’affresco vuole porre particolare accento alla difesa e al rispetto dell’ambiente.

Un primo progetto della Chiesa fu realizzato dall’architetto Giovanbattista Rosso il cui disegno, a forma di una grande tenda, si ispirava al nomadismo e all’esigenza del pastore di trovare rifugio. Tale proposta venne rifiutata dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Napoli poiché l’edificio non doveva suscitare stupore e doveva essere attinente all’ambiente rurale circostante. Un secondo progetto venne realizzato quindi dall’ingegnere Gaetano Morace e fu approvato dalla Pontificia Commissione per l’Arte Sacra in Italia nel 1976. La sua ambientazione inoltre rispettava pienamente le fondamenta della comunità benedettina: un luogo protetto dagli attacchi esterni dove aria salubre e acqua cristallina offrono accoglienza al viaggiatore; in più possibilità di contatto con gli abitanti del posto per proseguire il lavoro di Evangelizzazione nel tempo.

La particolare attenzione che Monsignor Marcello Caravella aveva posto nei confronti di antichi reperti rinvenuti nel territorio di San Gregorio Matese sin dai primi anni del suo arrivo (1960), aveva provocato un malcontento generalizzato fra i cittadini di San Gregorio Matese. Venne inviata infatti espressa richiesta all’allora Vescovo, Monsignor Dondeo, di mandare via il nuovo parroco poiché non gradito dalla popolazione del posto. Oggi, il maggior numero delle opere architettoniche religiose presenti a San Gregorio Matese, sono da attribuire al lavoro prolungato nel tempo di Don Marcello Caravella.

Chi era Papa Gregorio Magno?

Fonte: Prefazione di Monsignor Marcello Caravella su "La Chiesa di San Gregorio Magno sul Matese" di Domenico Loffreda