San Gregorio Matese: Zì Giuvanninu "Ru Rimita" - Giovanni Fragola, l'Eremita del Matese

21 novembre 2010

Zì Giuvanninu "Ru Rimita" - Giovanni Fragola, l'Eremita del Matese

Giovanni Fragola, meglio conosciuto come Zì Giuvanninu, nasce a San Gregorio Matese sul finire dell’800. Di famiglia molto povera, Giovanni abbandona gli studi in giovane età per dedicarsi alla pastorizia e all’agricoltura. Ben presto però Giovanni è costretto a partire per la guerra, lasciando a malincuore la sua famiglia e una giovane ragazza di cui si è profondamente innamorato: Filomena Bojano, promettendole che al suo ritorno l’avrebbe sposata.

Passano lunghi anni e Giovanni non fa ancora ritorno in paese. Ecco perché Filomena, in preda allo scoraggiamento, decide di sposare un altro uomo.

Ma ecco che giunge il giorno della fine della guerra e Giovanni fa ritorno a casa dove, inaspettatamente, apprende la notizia del matrimonio di Filomena. Il dispiacere è tale che Giovanni decide di ritirarsi in solitudine sui Monti del Matese, precisamente in località Ferracciano, dove si trova ancora la modesta dimora lasciatagli in eredità dai suoi genitori.

Il suo unico nutrimento sono i frutti selvatici trovati nei boschi e uno dei suoi passatempi preferiti è la coltivazione del tabacco, per questo motivo è perseguitato dalle forze dell’ordine. Ma nulla può fargli dimenticare la delusione avuta da Filomena, di cui, nonostante il passare degli anni, non riesce ancora a capacitarsi.

Con l’arrivo dell’inverno Giovanni è costretto a trascorrere intere giornate con poco nutrimento e sopportando temperature gelide. Intense nevicate costringono Giovanni a vivere buona parte dell’inverno chiuso nella modesta casa di Ferracciano.

È molto tempo che Giovanni non ritorna in paese, di tanto in tanto egli si recava infatti tra i comuni mortali per ritirare la misera pensione che gli era stata attribuita in seguito al suo impegno durante la guerra. Ecco perché i familiari decidono di andargli a far visita in un giorno in cui le intense nevicate sembrano aver dato un attimo di tregua. Giunti a Ferracciano però essi assistono a ciò che da lunghi giorni avevano già sospettato. Il corpo senza vita di Giovanni si trova disteso nel letto ricoperto da una massiccia coltre di neve.

Il ritorno a casa di Giovanni avviene questa volta nella maniera più triste. Disteso su di una scala il corpo senza vita di Giovanni fa ingresso in paese per la sepoltura dando fine alle sofferenze e alle delusioni che il pover’uomo aveva ricevuto in vita.

Le persone anziane di San Gregorio Matese ricordano Zì Giuvanninu come "Ru Rimita" (l'eremita) e ancora oggi si è soliti nominare Giovanni Fragola quando si parla di qualcuno che ama la solitudine o parla poco.


Nessun commento:

Posta un commento