San Gregorio Matese: settembre 2010

23 settembre 2010

Papa Gregorio Magno - Santo Patrono a San Gregorio Matese

La festività religiosa dedicata a San Gregorio Magno (annualmente la prima domenica di agosto) è sicuramente una delle ricorrenze più importanti a San Gregorio Matese che riconosce come Santo Patrono la figura di Papa Gregorio I, meglio conosciuto come Gregorio Magno.

Vissuto tra il 500 e il 600, Gregorio decise di farsi monaco e di dedicarsi alla lettura della Bibbia oltre che di mettersi al servizio di Dio. Si impegnò inoltre affinchè molte delle sue proprietà terriere diventassero dei monasteri.

Tra gli avvenimenti più importanti è sicuramente da annoverare il periodo in cui Roma era afflitta da una grave pestilenza (sul finire del 500) e Gregorio organizzò una lunga processione verso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Sebbene fosse questa un'idea piuttosto rischiosa che avrebbe certamente aumentato il rischio di contagio, si narra che durante il percorso apparve l'Arcangelo Michele mentre riponeva la spada nel fodero, quasi ad indicare la fine della pestilenza grazie alle numerose preghiere dei fedeli.

Sebbene Gregorio fosse fisicamente molto debole, caratterialmente era invece molto forte e deciso, sia fuori che dentro la Chiesa. Era proprio per tale ragione che Gregorio aveva stretti rapporti anche con i paesi esteri, riuscendo perfino a far convertire la Britannia (l'odierna Gran Bretagna).

Certamente San Gregorio Magno è oggi conosciuto per il celebre canto gregoriano, melodie liturgiche che pienamente lasciano intendere le conoscenze di Gregorio nell'ambito della Sacra Scrittura. Strettamente connesso al canto gregoriano è la leggenda che si narra proprio in merito alla redazione di tali canti. Secondo la tradizione infatti Gregorio Magno dettò i canti gregoriani a un monaco che aveva il capo nascosto da un velo. Il monaco, si accorse però che Papa Gregorio Magno, nella dettatura dei testi, faceva lunghe pause, allora egli sollevò il velo che gli copriva il capo e vide una colomba che quasi sussurrava all'orecchio di Papa Gregorio Magno. Tale immagine è stata sempre attribuita allo Spirito Santo, ecco perchè oggi si è soliti rappresentare l'immagine di San Gregorio Magno con un libro fra le mani (la Bibbia) e una colomba sulla spalla. Nel Medioevo era infatti idea diffusa che Gregorio avesse redatto i suoi scritti seguendo i suggerimenti dello Spirito Santo.
A confermarlo fu lui stesso che, durante l'omelia tenuta il giorno di Pentecoste del 591 disse:"Se lo Spirito Santo non è presente nel cuore di chi ascolta, vana è la parola di chi insegna".

Altrettanto numerose sono le leggende riguardo Papa Gregorio Magno come ad esempio quella riguardante le sue origini. Si narra infatti che i genitori di Gregorio fossero due gemelli che commisero incesto per opera del diavolo. Dopo la nascita egli venne abbandonato dalla madre e allevato da un pescatore che lo ritrovò sulle rive del mare deposto in un cesto. All'età di 6 anni entrò in convento e successivamente viaggiò fino alla sua terra di origine dove sposò la regina del posto che in effetti era proprio sua madre. Dopo aver saputo di quest'ulteriore incesto trascorse numerosi anni in pentimento fino al giorno in cui venne eletto papa.

Papa Gregorio Magno è spesso ricordato come l'Attila della Letteratura a causa della sua indignazione contro l'antico sapere; egli infatti oltre ad aver dato alle fiamme la Biblioteca Palatina ricca di antichi manoscritti, si impegno affinchè tutte le opere scritte antiche venissero completamente distrutte. Addirittura il suo scopo era quello di voler distruggere persino le statue antiche romane. Un comportamento piuttosto inaspettato, soprattutto da parte di chi contribuì pienamente ad arricchire il bagaglio culturale ecclesiastico.

Papa Gregorio Magno morì nel 604 lasciando al mondo intero un epistolario di 848 lettere.
Visita la Chiesa di San Gregorio Magno a San Gregorio Matese.







17 settembre 2010

Ncòpela: Via Copola a San Gregorio Matese

L'antica via Copola a San Gregorio Matese è oggi conosciuta unicamente come 'Nòpela, quasi a indicare una località. In effetti, quel punto del paese in cui solitamente si tiene il mercato ogni mercoledì dalle ore 8.00 alle ore 13.00 circa, ha una lunga storia conosciuta solo dai più anziani.  

La storia del nome 'Ncòpela è in primo luogo strettamente legata all'antico mestiere dell'escaiolo, ovvero colui che, tra la prima metà del 700 fino agli inizi dell'800 attraversava i boschi del Matese in cerca di funghi, radici, cardi e pezzi di legno. Ma l'escaiolo era perlopiù conosciuto per la produzione dell'esca, ovvero dei pezzetti minuti di legno secco largamente usati come combustibili. Essi erano infatti utili in casa per accendere il fuoco, la pipa o il sigaro e nelle caserme per dare fuoco alle polveri da sparo di fucili e cannoni. L'esca così preparata veniva fornita al farmacista di paese il quale la vendeva agli abitanti del posto, alle caserme e persino ad altre farmacie.

La bottega del farmacista si trovava proprio 'Ncopela, ovvero in via Copola e, la parola copola deriva dalla parola greca "Pharma-copòla" che vuol dire "venditore di veleni e di farmaci" (essendo appunto le medicine spesso considerate dei veleni). Ecco perchè, gli antichi abitanti di San Gregorio Matese, quando si recavano dal farmacista, erano soliti dire "Vaco 'Ncòpela" ma questo modo di dire è ancora oggi largamente diffuso a San Gregorio Matese e non di certo per la farmacia che solo da pochi anni si è trasferita nelle vicinanze di via Copola. 

Gli abitanti di San Gregorio Matese, pur senza volerlo, tramandano spesso antiche usanze e modi di dire che rispecchiano pienamente la vita e le abitudini degli avi del posto. 

Oggi a 'Ncòpela sorge una piccola piazzetta che, per ovvi motivi è affettuosamente denominata "Piazza San Gennaro", dove una graziosa fontanella in stile moderno lascia sgorgare acqua cristallina del Matese per buona parte dell'anno, fin quando il clima rigido invernale non ne congela il flusso, rendendolo rigido e tacito al passaggio dei moderni cittadini. 

Fonte: "Il Borgo si Racconta" di Domenico Loffreda





08 settembre 2010

Le Macchie e il Parco dell'Amore a San Gregorio Matese

Immerso nella natura lussureggiante, il sentiero de Le Macchie (Le Macce nel dialetto locale) si fa strada verso i Monti del Matese partendo da località Nocenole a San Gregorio Matese, poco distante dal luogo in cui si trova la piccola chiesetta di Santa Croce.

Le Macchie a San Gregorio Matese
Risalente a 2.500 anni fa, il sentiero de Le Macchie fu realizzato dai Sanniti, popolazione antica stanziatasi nel Sannio che attivò persino un moderno sistema di cunette lungo quel ciottolato in pietra, ai cui bordi è possibile ammirare oggi innumerevoli faggi d'alto fusto.

Sin dall'antichità, il sentiero de Le Macchie rappresenta un luogo di fondamentale importanza per gli abitanti di San Gregorio Matese, in quanto un tempo, unica via di collegamento verso i Monti del Matese. Gli antici sarrocchi infatti, per raggiungere le caselle sul Matese dove possedevano (e in parte posseggono tutt'oggi) campi da coltivare e animali da sfamare, percorrevano a piedi o in groppa a un mulo, il sentiero de le Macchie.

Donne, uomini e prole numerosa a seguito erano soliti partire di buon mattino alla volta del Matese per raccogliere i frutti dei campi o per produrre formaggi e latte. I prodotti del raccolto e della pastorizia servivano infatti per il proprio sostentamento o per essere venduti nel vicino paese di Piedimonte Matese (raggiunto anche questo in groppa a un mulo).

Le Macchie a San Gregorio Matese
Sebbene il sentiero de Le Macchie permetta oggi di raggiungere il Matese in due ore circa di cammino a piedi, grazie anche all'intervento della Comunità Montana locale che ha provveduto alla costruzione di graziosi ponticelli in legno, perfettamente integrati nell'ambiente naturale, è però doveroso puntualizzare che un tempo il sentiero del Le Macchie non era di facile percorribilità e certamente non permetteva di raggiungere il Matese in modo del tutto semplice.

Il Parco dell'Amore a San Gregorio Matese
Il sentiero de Le Macchie conduce inoltre al Parco dell'Amore, un vasto prato verdeggiante, circondato da una splendida vegetazione, tristemente noto per la morte di Mariannella. La leggenda narra infatti che Mariannella era una delle ragazze più belle del Matese che era solita pascolare il gregge in questa località. La bellezza di Mariannella non potè non attirare l'attenzione di un potente massaro di Campobraca che, sebbene avrebbe potuto essere una fortuna per Mariannella, di famiglia molto povera, era altresì violento, crudele e impiegato in cattivi affari. Mariannella ben presto lo rifiutò e per ripetute volte. Il suo rifiuto non poteva essere accettato dall'ignobile massaro abituato a ottenere tutto con la forza e fu per questo che Mariannella fu rapita e portata alla masseria. Mariannella continuò imperterrita a rifiutare gli inviti e le lusinghe del massaro; questi ordinò quindi ai suoi uomini di riportarla nel Parco dell'Amore per dare fine una volta per tutte, a questo rifiuto inaccettabile. Mariannella fu infatti legata su di un tronco e decapitata.

Giungere nel Parco dell'Amore oggi, significa ricordare anche la triste storia di Mariannella che la popolazione di San Gregorio Matese non ha mai voluto dimenticare. Per lunghi anni infatti si era soliti percorrere il sentiero del Le Macchie, raggiungere il Parco dell'Amore e incidere sui tronchi degli alberi un cuore al cui interno veniva scritto il suo nome: Mariannella.